*hot corner* · Musica

“Bocca di rosa”… 👄🌹

18/02/40 ..♡.. 11/01/99

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.

Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.

C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all’invettiva.

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
“il furto d’amore sarà punito-
disse- dall’ordine costituito”.

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.

E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.

Spesso gli sbirri e i carabinieri
al proprio dovere vengono meno
ma non quando sono in alta uniforme
e l’accompagnarono al primo treno

Alla stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano,

a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.

C’era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva “Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.

Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.

E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.

image

me.

Oggi ,17 anni fa, moriva il grande Fabrizio De Andrè ♡.
Una delle sue “opere” più belle a mio avviso (seppur troppo arduo dover scegliere),è “Bocca di rosa” (volume I, 1967).

Bocca di rosa è la storia di una prostituta e del suo arrivo nel paese di Sant’Ilario. Tuttavia il termine prostituta non è così corretto. Come si legge nel testo
“C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione”.
era la passione visiva di questa donna, così lontana dalla chiusura del paese dove era arrivata ad essere additata prima ancora del suo operato. La chiusura di mentalità della società di Sant’Ilario porta a discriminare e indicare come figura in senso negativo Bocca di Rosa rivolgendosi direttamente “all’ordine costituito”, i carabinieri. La descrizione di Bocca di Rosa fatta dalla zitella è palesemente dispregiativa e la indica come una prostituta: “quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”. de andrè sottolinea il suo animo anarchico con la critica rivolta alle forze dell’ordine “Spesso gli sbirri e i carabinieri
al proprio dovere vengono meno
ma non quando sono in alta uniforme
e l’accompagnarono al primo treno”. Nella versione più recente questa parte è stata modificata in “Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri”. Nonostante l’azione portata avanti dalle comari del paesino alla stazione, spiega de andrè, c’erano tutti a salutare Bocca di Rosa. Forse si sono pentiti e hanno riconosciuto la forza, l’antipregiudizio e il cambiamento che aveva portato in paese Bocca di Rosa e tra questi, a riconoscere l’amore universale, quello vero che tanto riempie le pagine della Bibbia, anche il parroco. La canzone si conclude con delle parole perfette che riportano la religiosità personale di de andrè. Come in tante sue canzoni la religione, i dogmi della chiesa e le immagini del cristianesimo sono presenti anche qua e alludono, secondo me, al dipinto di Tiziano “Amor sacro e amor profano” di Tiziano. Il ritmo della canzone è veloce in entrambe le versioni. Nella prima versione (1967) è la chitarra a sottolineare la voce; nelle pause tra le strofe a battere il tempo è un tamburo dal rumore tipico di banda di paese insieme ad un flauto traverso. Nella versione più recente, grazie anche alla grande musicalità apportata dalla PFM il ritmo è ancor più marcato. L’inizio pare evocare l’aura di un paesino tranquillo all’inizio ma pronto alla rivoluzione man mano che il ritmo aumenta. Batteria, chitarre, flauti servono a marcare ancor di più la gravità delle accuse che le donne rivolgono a bocca di rosa. La musica allegra è una ballata scapestrata che pare limitare le accuse sproporzionate portate avanti dalle comari e marca ancora di più l’amore che Bocca di Rosa ha saputo risvegliare.

Buona serata,🌹

LadyD.

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9 thoughts on ““Bocca di rosa”… 👄🌹

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